Alla vigilia del sentitissimo derby contro la Juve Stabia, in programma al "Menti", la Salernitana stringe i denti e si prepara all’ultima volata con l’urgenza e la determinazione di chi non può più sbagliare. In un momento cruciale della stagione, con sette partite ancora da disputare e la classifica che non lascia margini di errore, la società ha deciso di fare quadrato. La permanenza in cadetteria è una missione difficile, ma non impossibile. E la proprietà ha scelto di rilanciare con forza, come un comandante che, mentre la nave affronta la tempesta, sceglie di stare sul ponte e incitare l’equipaggio.

Maurizio Milan, amministratore delegato del club, si è recato al centro sportivo Mary Rosy per portare personalmente il messaggio del presidente Danilo Iervolino. Una visita simbolica ma carica di significato: Milan ha voluto parlare alla squadra e allo staff tecnico per trasmettere energia, senso di responsabilità e, soprattutto, la volontà ferma di non arrendersi. Il patron Iervolino, imprenditore originario di Palma Campania, ha deciso di giocarsi il tutto per tutto: tre milioni di euro messi sul piatto come premio salvezza, un incentivo concreto per accendere la scintilla nei cuori granata e trasformare la paura in carburante.

È una mossa forte, quasi disperata, ma necessaria. Un segnale chiaro, che sa di ultima chiamata. La Salernitana non vuole lasciare nulla d’intentato. La società si è caricata sulle spalle il peso della stagione e ora chiede alla squadra di restituire sul campo ogni goccia di sudore. L’obiettivo è semplice solo sulla carta: restare in Serie B. Per farlo servirà una vera impresa, un colpo di reni collettivo, una prova d’orgoglio che riporti dignità e punti.

Al confronto di ieri ha preso parte anche il direttore sportivo Marco Valentini, che in settimana ha confermato la fiducia all’allenatore Roberto Breda, chiamato ora a riscattare un cammino fin qui poco brillante. Breda, che ha scelto il silenzio stampa alla vigilia del derby, sa che tutto passa dai risultati: le parole, ora, servono a poco. Parlino i fatti.

E ai calciatori è richiesto qualcosa in più del semplice impegno: devono gettare il cuore oltre l’ostacolo, perché ogni minuto in campo sarà come giocare su una lastra rovente. La salvezza non è più un traguardo da rincorrere con calcoli o attendismi, ma una montagna da scalare a mani nude, con coraggio, determinazione e fame.

La Salernitana ha scelto di lottare fino all’ultimo respiro. Ora tocca al gruppo dimostrare di avere dentro il fuoco giusto per riscrivere il finale di una stagione tormentata.